Hey guys,

finalmente si ricomincia. Avevo detto che sarei tornato a scrivere su questo blog, nato in terra americana ormai più di due anni fa con l'intenzione di starvi vicini, ed eccomi qui a mantenere fede alla mia promessa.
Scusate il silenzio dei primi giorni ma il rientro ad Ann Arbor non è stato dei migliori.
Appena arrivato mi sono ritrovato subito senza più una casa dove stare perchè Spencer, amico dell'ectoplasma Chris, nonchè ragazzo con cui avrei dovuto dividere casa, ha fatto pace con la ex che è tornata naturalmente a vivere da lui. Bella fregatura! Vista l'ora (quasi le 22:00), visto che avevo alle spalle un viaggio di circa un giorno e che non dormivo da altrettanto tempo e visto soprattutto che fino al giorno prima aveva concluso la sua email dicendo "looking forward to meeting you" mi ha offerto di passare la notte in camera sua. Non lo avesse mai fatto! Casa di Spencer potrebbe essere assunta come perfetto esempio del disordine e della sporcizia che caratterizzano le case di molti giovani studenti americani. Evitando di darvi una descrizione troppo dettagliata della camera, vi dirò solo che c'erano finanche le sue mutande e i suoi calzini sporchi sparsi sul pavimento. Il letto sul quale avrei dormito da lì a poco era pieno di capelli e schifezze varie.
Vista la stanchezza ho allora indossato il mio bellissimo "giumbotto" (sempre quello col pellicciotto), mi ci sono chiuso dentro per bene, testa inclusa, e mi sono disteso sul copriletto. Ho passato la notte stile mummia, con le mani chiuse in tasca e stando bene attento a non girarmi per evitare che la faccia potesse poggiare sulle coperte. Ed io che credevo che dopo il soggiorno in terra mozambicana a casa di Bebeto avrei potuto dormire ovunque!
L'indomani sono andato via da quella casa con l'intenzione di non tornarci più e così ho contattato Laura, la quale mi ha offerto il divano di casa sua per qualche giorno. Ricordate il divano dal quale si vedeva tutto Nichols Arboretum? Proprio quello.
Grazie a Dio ho subito trovato una nuova casa. Si trova al 417 di South Division Street, proprio a due passi dal centro di Ann Arbor e cosa ancora più bella a soli 50 metri dalla St. Mary Parish, la chiesa cattolica dell'università del Michigan. Come dice il mio nuovo padrone di casa "now you live in a spiritual place". Altra cosa magnifica è che finalmente vivo in una mansarda, cosa che da tempo desideravo fare. Avete presente quelle con i tetti spioventi, dove se in certi punti non ti abbassi sbatti la testa? Proprio una di quella. Sembra di stare quasi in una baita e credo che mi ci sentirò ancora di più dopo le prime nevicate.
Per il resto Ann Arbor è la solita città. Niente è cambiato, ogni cosa è sempre al suo posto, i visi, bene o male, sono sempre gli stessi così come i posti e i locali dove andare e le cose da fare. Ed io naturalmente ho iniziato alla grande sparandomi subito un "cheese calzone" del Diag, un "waffel cone" di Stucchi's e un "burger" del Red Hawk. Mi manca solo la "pizza florentina" del Cottage Inn ed ho completato il giro. In alcuni momenti mi sembra quasi di non essermene mai andato, di non avere mai smesso di camminare per queste strade. E' capitato anche che alcune persone incontrandomi mi salutassero come se ci fossimo visti fino al giorno prima. Che volete che vi dica, devo essergli rimasto nel cuore!
Di sicuro c'è che questo è il periodo più bello per vivere ad Ann Arbor; tutto è colorato di giallo e di rosso, le giornate sono soleggiate e le temperature sono sufficientemente calde di giorno per andare in giro in magliettina e abbastanza fredde di notte da farti venir voglia di stare al calduccio sotto al piumone.
In più sono arrivato in occasione di uno degli incontri di football più sentiti di tutto il Michigan: Michigan University (squadra di Ann Arbor) vs. Michigan State University (squadra di Lansing). Avevo dimenticato quello che succede in città durante quel fine settimana; feste e festini ovunque, traffico in tilt, ragazzi vestiti di giallo (i locali) e di verde (gli avversari) ovunque che condividono tranquillamente le strade, i locali, i pubs, i ristoranti. Credo che una cosa del genere in Italia non sarebbe mai possibile! Vi immaginate i tifosi del Catania a girare in maglia rosso-blu per le strade di Palermo, o viceversa?
E adesso da domani mi tocca ricominciare a sbrigare tutte le pratiche tipiche di quando uno arriva (check-in all'università, apertura del conto bancario, assicurazione medica, assegnazione di una scrivania, ritiro chiavi, firma dei documenti), per poi ricominciare a lavorare. Speriamo che vada tutto bene!
See you soon guys.